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Guide pratiche

Poster orizzontale sopra il divano: quando il landscape vince

Scegliere un poster landscape sopra il divano: proporzioni, motivi e altezza dallo schienale.

Soggiorno con divano lungo e parete ampia ideale per un poster orizzontale

Il divano disegna già una linea orizzontale. È largo, basso, spesso il pezzo più dominante del soggiorno. Sopra di lui, un poster verticale può funzionare, ma solo se la parete e la scala lo giustificano. Nella maggior parte dei salotti italiani con divano di due o tre posti, è il landscape a vincere: un poster orizzontale sopra il divano riprende la direzione del mobile, allarga la vista e calma la composizione senza inventare un totem di cornici. Questa guida parte da una regola semplice, la regola dei due terzi in orizzontale, e la porta fino alle scelte di soggetto, altezza e cornice.

Studio Vallor stampa su carta opaca 250 g/m², con produzione europea e inchiostri sostenibili. I formati 30×40, 50×70 e 70×100 cm coprono le scale più comuni sopra un divano, dalla nicchia stretta alla parete ampia. Le cornici in rovere naturale, rovere scuro, nero opaco e bianco opaco chiudono il foglio e lo ancorano all’arredo. La spedizione è gratuita da 50 € alle condizioni indicate sul sito. L’obiettivo non è riempire il vuoto sopra lo schienale a ogni costo: è far sì che il manifesto e il divano parlino la stessa lingua geometrica.

Se cercate un punto di partenza per i soggetti, il catalogo dei manifesti permette di confrontare formati e cornici. Le collezioni aiutano a restare in una famiglia coerente. Per chi vuole costruire un dialogo più ampio sulla stessa parete, la guida Creare una parete di quadri resta il riferimento su centri, silenzi e allineamenti. Qui restiamo sul caso specifico: un pezzo landscape sopra il divano, quando ha senso, quanto deve essere largo, a che altezza appenderlo e quali errori evitare.

Verticale vs orizzontale sopra il divano

La prima decisione non è il soggetto: è l’orientamento. Sopra il divano, verticale e orizzontale non sono intercambiabili. Cambiano il ritmo della parete, la lettura da seduti e il rapporto con lo schienale. Un poster verticale allunga verso il soffitto. Un poster orizzontale accompagna la larghezza del mobile. Entrambi possono essere belli; raramente risolvono lo stesso problema.

Il verticale ha senso quando la parete è stretta rispetto al divano, quando i soffitti sono alti e volete portare lo sguardo in alto, oppure quando costruite una composizione a più pezzi (due o tre verticali in fila) invece di un singolo landscape. In un monolocale con divano corto e muro limitato, un 50×70 cm in verticale può tenere meglio di un orizzontale che “esce” dai braccioli. In un loft con soffitti generosi, un verticale grande può bilanciare l’altezza senza competere con la lunghezza del divano. Fuori da questi casi, il verticale isolato sopra un divano lungo spesso crea un’isola: troppo stretto rispetto al mobile, troppo alto rispetto alla conversazione, con due vuoti laterali che sembrano dimenticati.

L’orizzontale, invece, riprende la geometria dominante della zona living. Il divano è un rettangolo basso. Un manifesto landscape è un rettangolo più alto, ma ancora allungato. Da seduti, lo sguardo scorre lungo lo schienale e trova un’immagine che continua lo stesso movimento. Non deve “salire” per farsi notare: resta nel campo della conversazione. In salotti italiani tipici, con soffitti intorno ai 270-280 cm e divani da 180 a 240 cm, questa parentela è spesso più naturale del ritratto isolato.

Conta anche la luce. Sopra il divano arriva spesso luce laterale da una finestra, luce soffusa da una lampada da terra, a volte un faretti a soffitto. Un pezzo orizzontale distribuisce il pigmento su una fascia più ampia: le variazioni di luce si leggono come atmosfera, non come macchia su un’unica colonna verticale. Su carta opaca 250 g/m² il matte tiene il dettaglio anche quando la lampada è accesa a lato; un foglio lucido, nello stesso punto, diventerebbe uno specchio involontario. La finitura opaca non è un dettaglio da scheda tecnica: è ciò che rende abitabile un landscape sopra il divano.

La gerarchia con il resto della stanza cambia secondo l’orientamento. Se sulla parete opposta o a lato c’è una televisione, un poster verticale centrato sopra il divano può creare due assi verticali in competizione. Un landscape sopra il divano e un’arte di lato alla TV, come suggerisce la guida sul poster vicino al televisore, separano meglio i ruoli: una zona quieta orizzontale sul living, una zona mediatica gestita altrove. Se invece la parete del divano è l’unica parete forte del salotto, l’orizzontale può diventare il pezzo principale senza doversi “alzare” per conquistare attenzione.

C’è poi la questione psicologica della scala. Un verticale grande sopra un divano basso può sembrare un’asta: elegante in una galleria, un po’ severo in casa. Un orizzontale della stessa area di foglio sembra più accogliente perché dialoga con il mobile su cui ci si siede. Non è una regola assoluta di stile: è una lettura quotidiana. Chi riceve amici, chi guarda un film dal divano, chi legge con la lampada a lato, vive ore nello stesso campo visivo. Il landscape vince quando volete che l’arte accompagni, non che sovrasti.

Infine, verticale e orizzontale possono convivere nella stessa casa, ma raramente come gemelli sulla stessa fascia sopra lo stesso divano. Se avete già un trittico verticale in un’altra stanza, un landscape sopra il divano del soggiorno crea varietà senza caos, a patto di tenere cornici e palette in famiglia. Se sulla parete del divano volete più pezzi, due verticali affiancati possono rivaleggiare con un landscape unico: lo vedremo nella FAQ. Per ora la tesi resta chiara: quando il divano è lungo e la parete ampia, il poster orizzontale sopra il divano è spesso la scelta più onesta.

Larghezza e regola dei due terzi

La regola dei due terzi in orizzontale è lo strumento pratico di questa guida. Non è un dogma da museo: è un intervallo che evita i due errori più comuni, il francobollo e il cartellone. In sintesi: la larghezza totale del pezzo incorniciato dovrebbe avvicinarsi ai due terzi della larghezza del divano, misurata da bracciolo a bracciolo o, se preferite, dalla sagoma visibile del mobile contro il muro.

Esempio concreto. Divano di 210 cm: due terzi fanno circa 140 cm. Un singolo 70×100 cm in orizzontale (quindi 100 cm di base del foglio, più listelli) si avvicina a una presenza credibile se la cornice non è massiccia; a volte resterete un po’ sotto i due terzi, e va bene se l’aria laterale è simmetrica e intenzionale. Un 50×70 cm in orizzontale (70 cm di base) su un divano da 210 cm è spesso troppo stretto da solo: diventa un’isola. Allora o alzate il formato, o costruite una composizione a due pezzi la cui larghezza complessiva, spazi inclusi, torni vicino ai due terzi.

Perché due terzi e non tutta la larghezza? Perché un manifesto che ricalca millimetricamente il divano crea un blocco unico, come un’etichetta sul mobile. L’occhio non distingue più arredo e arte: vede un rettangolo doppio. Lasciare circa un sesto di vuoto per lato (il terzo rimanente, spartito) dà respiro, centra il pezzo e evita che i braccioli “taglino” otticamente i bordi della cornice. Se il divano ha cuscini alti o una forma molto scavata, misurate la larghezza reale della spalla del mobile, non solo il tessuto gonfio: la regola lavora sulle linee stabili.

Come misurare in pratica. Sedetevi. Guardate la parete. Con nastro adesivo di carta segnate sul muro due linee verticali che corrispondano, a occhio, ai due terzi centrali del divano. Poi segnate l’altezza prevista del bordo inferiore e superiore della cornice. Indietreggiate fino alla porta o al tavolo. Se il rettangolo di nastro sembra proporzionato al mobile, siete vicini. Se sembra un francobollo, aumentate. Se sembra un cinema, riducete o spezzate in due pezzi. Questo test costa dieci minuti e risparmia fori sbagliati.

I formati Studio Vallor si inseriscono così. Il 30×40 cm in orizzontale (base 40 cm) è troppo piccolo come pezzo unico sopra un divano normale: serve in serie, in mensola, o come eco laterale, non come protagonista sopra lo schienale. Il 50×70 cm in orizzontale (base 70 cm) funziona su divani corti, circa 140-160 cm, dove i due terzi cadono intorno ai 95-110 cm: con cornice si arriva in zona. Su divani più lunghi, usatelo in coppia. Il 70×100 cm in orizzontale (base 100 cm) è il cavallo di battaglia sopra i divani da 180-220 cm, purché la parete sia libera e la cornice non spinga l’ingombro oltre lo spazio utile.

La cornice conta nei centimetri. Rovere naturale, rovere scuro, nero opaco e bianco opaco hanno profili pensati per non trasformare il foglio in una cornice da museo barocco; tuttavia listello e eventuale passe-partout aggiungono larghezza. Misurate sempre il pezzo finito, non solo la stampa. Un landscape che a foglio nudo rispettava i due terzi può, una volta incorniciato, avvicinarsi di più ai tre quarti: a volte è ancora elegante, a volte diventa pesante. Anticipare l’ingombro evita sorprese.

Simmetria e asimmetria. La regola dei due terzi preferisce il pezzo centrato sull’asse del divano. Funziona nella maggioranza dei salotti. L’asimmetria (poster spostato verso un bracciolo, libreria dall’altra parte) può funzionare se c’è una ragione strutturale: finestra, porta, pensile, camino. Senza ragione, l’asimmetria sopra il divano sembra un errore di appendaggio. Se volete asimmetria, costruite intenzionalmente: un landscape decentrato più un oggetto o una lampada che bilanciano, non un manifesto “un po’ a sinistra” perché il foro era lì.

Parete più larga del divano. Succede spesso: divano centrato su un muro lungo, con vuoti laterali verso porte o librerie. La regola dei due terzi resta agganciata al divano, non al muro intero. Non allargate il poster fino a riempire tutta la parete solo perché c’è spazio. Il riferimento è il mobile su cui ci si siede. I vuoti laterali della parete possono ospitare altro (mensola, secondo pezzo lontano, niente), ma il landscape sopra il divano deve restare proporzionato al divano.

Parete più stretta del divano. Meno frequente, ma reale in nicchie e open space con pilastri. Se il muro utile è più corto del mobile, non potete applicare i due terzi sul divano intero: applicateli sulla larghezza di muro disponibile, e considerate se un landscape sia ancora la scelta giusta. A volte due verticali stretti o un unico 50×70 cm verticale risolvono meglio una nicchia. Forzare un orizzontale contro un pilastro produce bordi tagliati e ombre brutte.

Spazio tra pezzi, se siete in composizione. Quattro-sette centimetri tra cornici, come nella guida sulla parete di quadri, restano un intervallo sano. Nella somma per i due terzi, contate gli spazi: due pezzi da 50 cm di larghezza finita più 5 cm di vuoto fanno 105 cm complessivi. È la larghezza della composizione che deve avvicinarsi ai due terzi, non quella del singolo foglio.

La regola non sostituisce l’occhio. Serve a restringere il campo. Dopo il nastro adesivo, dopo la misura, sedetevi di nuovo. Se da seduti il landscape respira con lo schienale e i vuoti laterali sembrano intenzionali, avete vinto. Se dovete spiegare perché è così piccolo o così grande, riprovate. Un poster orizzontale sopra il divano si giudica dalla poltrona e dal divano stesso, non solo dal metro a nastro.

Motivi travel e nature che respirano in landscape

Il landscape non è solo una geometria: è un’occasione per soggetti che hanno bisogno di aria orizzontale. Travel e natura, quando sono interpretati con calma, sfruttano la larghezza meglio di molti ritratti o tipografie verticali. Sopra il divano, dove si resta a lungo, il motivo deve respirare: masse chiare, orizzonti leggibili, palette che non urlano contro i tessuti.

La collezione viaggio offre un registro utile quando volete memoria di luoghi senza scivolare nel souvenir. Sopra il divano, preferite skyline semplificate, porti a silhouette, mappe grafiche con molto fondo, coste e deserti ridotti a campi di colore. Evitate collage fotografici densi, slogan, bandiere e font da brochure. Il soggiorno non è una vetrina turistica. Un manifesto travel elegante sembra quasi un astratto che conserva un’eco geografica: linee, aria, pochi contrasti duri.

La collezione natura dialoga naturalmente con il landscape. Foglie disposte in ritmo, orizzonti vegetali, acque quiete, botanica a grande respiro: questi soggetti usano la larghezza del foglio per distribuire il pigmento invece di concentrarlo in un centro affollato. Sopra un divano in tessuto naturale, lino o cotone, una natura soft in cornice rovere naturale crea continuità tattile. Su un divano antracite o blu notte, una natura con fondi chiari e segni scuri, magari in nero opaco, tiene il contrasto senza diventare manifesto da palestra di design.

Perché travel e nature “respirano” in orizzontale? Perché molti di questi motivi hanno già una direzione: orizzonte, costa, filare, strato di colline, fascia di cielo. Impostarli in verticale significa spesso tagliare proprio ciò che li rende leggibili. Un orizzonte compresso in un ritratto diventa una striscia; in landscape torna a essere luogo. Lo stesso vale per una disposizione di foglie su fascia ampia: in orizzontale le ripetizioni hanno spazio; in verticale rischiano di impilarsi.

La palette sopra il divano deve parlare con cuscini, tappeto e parete. Se il living è caldo (legni chiari, beige, terracotta soft), un travel sabbia-oliva o una natura autunnale quieta si integrano. Se il living è freddo e luminoso (bianchi, grigi, metallo), una costa in blu-grigio o un botanico su fondo avorio tengono meglio. La carta opaca 250 g/m² di Studio Vallor, stampata con inchiostri sostenibili in produzione europea, restituisce pigmenti senza il lucido aggressivo che in salotto stanca. Non serve un soggetto “da tendenza” ogni stagione: serve un soggetto che resti leggibile a luce diurna e a lampada da sera.

Un esempio esterno di come un motivo vegetale orizzontale possa tenere un soggiorno moderno è questo pezzo landscape con foglie in cornice nera, utile come riferimento di scala e atmosfera: Poster in cornice nera con foglie colorate in motivo autunnale (100×70 cm). Non è un invito a copiare un catalogo altrui: è un’indicazione di proporzione e di quanto un soggetto natura a 100 cm di base possa dialogare con un divano lungo. Poi tornate alle collezioni Studio Vallor per scegliere un pezzo coerente con carta, cornice e spedizione del vostro ordine.

Astratto e landscape. Non solo travel e nature. Un astratto soft a bande orizzontali o a campi larghi può funzionare altrettanto bene. La collezione astratto aiuta quando i tessuti del divano sono già molto disegnati: l’immagine non compete con il motivo del tessuto, offre masse e respiro. Se i cuscini sono uniti e calmi, potete permettervi un botanico più narrativo. Se i cuscini sono a righe o a fantasia, un astratto landscape evita il conflitto di pattern.

Densità del disegno. Sopra il divano la distanza di visione è media: da uno a tre metri. Un disegno troppo minuto diventa rumore; un disegno troppo pieno diventa peso. Preferite composizioni con zone di quiete, soprattutto ai bordi. Il landscape ama i margini d’aria: aiutano la cornice a chiudere e l’occhio a riposare tra una frase di conversazione e l’altra. Su un 70×100 cm orizzontale, quell’aria è parte del lusso del pezzo, non spreco di foglio.

Coerenza con altre stanze. Se in corridoio o in camera avete già pezzi travel, potete riprendere la stessa famiglia sopra il divano in scala maggiore. Se la casa è già ricca di botanica, un landscape natura sul living chiude il cerchio. Se volete un contrasto, un unico travel calmo in un mare di astratti può funzionare, purché cornici e temperature cromatiche restino parenti. La produzione europea e la coerenza di stampa Studio Vallor aiutano quando ordinate più pezzi in tempi diversi: il bianco carta e la densità restano allineati.

Luce e soggetto. Un landscape con grandi campi chiari illumina otticamente la zona divano in stanze poco luminose. Un landscape scuro e saturo raccoglie l’atmosfera in salotti molto esposti al sole, ma di sera può diventare una macchia se la lampada non lo bagna. Provate a immaginare il pezzo alle 11 del mattino e alle 21. Se funziona in entrambi i momenti, il motivo è giusto. La guida Quale carta scegliere per un manifesto approfondisce perché grammatura e finitura opaca cambiano questa lettura quotidiana: sopra il divano, dove si vive davvero, quella lettura conta più che in un corridoio di passaggio.

Altezza dal schienale

L’altezza è il secondo pilastro, dopo la larghezza. Un poster orizzontale sopra il divano, anche perfetto nei due terzi, fallisce se pende troppo in alto o se graffia lo schienale. L’intervallo di riferimento è circa 15-20 cm tra il punto più alto dello schienale (o dei cuscini schienale, se sono la linea stabile) e il bordo inferiore della cornice.

Perché 15-20 cm? Meno di 10-12 cm e il pezzo sembra appoggiato, in conflitto con teste e cuscini, difficile da vivere quando ci si siede e ci si alza. Più di 25-30 cm e il manifesto “galleggia” verso il soffitto: si spezza il legame con il divano e tornate al problema del quadro isolato. L’intervallo 15-20 cm tiene il landscape nella stessa famiglia visiva del mobile, lascia passare la mano e i cuscini, e resta comodo da seduti.

Misurate lo schienale reale. Molti divani moderni hanno cuscini schienale amovibili più alti della struttura. Se i cuscini sono sempre presenti, misurate da loro. Se a volte li togliete, decidete una linea media e restatele fedeli. Segnate con nastro il bordo inferiore previsto della cornice, poi sedetevi. La nuca non deve percepire la cornice come un pericolo. Le spalle non devono sfiorare il listello quando ci si abbandona all’indietro. Se il divano è contro un muro e usate spesso plaid piegati sullo schienale, aumentate verso i 20 cm.

Soffitti e centro ottico. In un soggiorno standard, appendere “a 145 cm dal pavimento al centro del quadro” è una regola da galleria che va adattata. Sopra il divano, il vincolo dello schienale è più forte del vincolo da museo. Calcolate dal basso: schienale + 15-20 cm = bordo inferiore. Da lì, in base all’altezza della cornice, ricavate il centro. Se il centro sale troppo verso il soffitto, forse il formato è troppo alto per quella parete: un landscape più basso (stessa base, meno sviluppo verticale) o un formato diverso risolve meglio di un foro più alto.

Divani bassi e divani alti. Un divano lounge molto basso sposta tutto verso il pavimento: il landscape seguirà, e il vuoto sopra il pezzo verso il soffitto sarà maggiore. Va bene: non alzate artificialmente il manifesto per “riempire” il muro. Un divano con schienale alto, tipico di molti modelli classici italiani, riduce lo spazio verticale utile. In quel caso un 50×70 cm orizzontale può essere più onesto di un 70×100 cm che spinge il bordo superiore contro una boiserie o un cornicione.

Oggetti sullo schienale. Evitate di tenere lampade da lettura a stelo o piantane la cui testa entra nel campo del poster. L’ombra mobile su un landscape rovina la lettura del pigmento. Se la lampada è necessaria a lato del divano, spostate il cono di luce fuori dal foglio. Stesso discorso per piante alte dietro il divano: una foglia che entra nel perimetro della cornice trasforma l’arte in sfondo di giardinaggio.

Fissaggio e sicurezza. Un 70×100 cm incorniciato ha peso reale. Usate tasselli adatti al muro (cartongesso, mattone, intonaco) e un sistema di appendaggio livellato. Sopra un divano si passa spesso con la schiena: un pezzo instabile non è accettabile. In affitto, valutate soluzioni rimovibili di qualità, ma non sottovalutate il carico. Ordinare stampa e cornice insieme semplifica coerenza e peso dichiarato; la spedizione gratuita da 50 €, alle condizioni del sito, può rendere l’operazione più lineare. Dettagli su tempi e modalità sono in Spedizione e resi.

Luce a soffitto e altezza. Se avete faretti orientabili, non puntateli a specchio sul vetro. Una luce d’ambiente calda, o un wall washer morbido sopra il landscape, valorizza la carta opaca senza creare un alone. L’altezza 15-20 cm dallo schienale aiuta anche qui: lascia una fascia di muro che può ricevere luce senza che il fascio “tagli” i cuscini.

Test finale. Seduti, conversazione tipica, TV spenta se è altrove, lampada abituale accesa. Il poster orizzontale sopra il divano deve stare nel campo visivo naturale, non richiedere di alzare il mento come in un museo. Se lo trovate senza cercarlo, l’altezza è giusta. Se lo scoprite solo quando vi alzate, è troppo alto. Se lo sentite dietro la testa, è troppo basso.

Errori

Il primo errore è scegliere l’orizzontale per moda e non per scala. Se la nicchia sopra il divano è stretta, un landscape forzato peggiora la parete. Torna al verticale o alla serie.

Il secondo è ignorare i due terzi. Un 30×40 cm isolato sopra un divano di tre posti è un francobollo. Non lo salva né la cornice nera né il soggetto costoso. Alzate il formato o costruite una composizione la cui larghezza complessiva torni proporzionata.

Il terzo è riempire tutta la larghezza del divano millimetro per millimetro. Sembra ordine in foto; in casa diventa blocco pesante. Lasciate aria laterale.

Il quarto è appendere a meno di 10 cm dallo schienale. Teste, cuscini, plaid e polvere di passaggio trasformano il pezzo in ostacolo. Restate intorno ai 15-20 cm.

Il quinto è appendere troppo in alto “perché così si vede dalla porta”. Sopra il divano il giudice è chi siede, non chi passa. Un landscape troppo alto spezza il legame con il mobile.

Il sesto è mischiare tre finiture di cornice sulla stessa fascia. Rovere naturale, rovere scuro, nero opaco e bianco opaco sono quattro linguaggi chiari: sceglietene uno, al massimo due in tutta la stanza, non uno per chiodo.

Il settimo è un soggetto souvenir in landscape largo. Più il formato è grande, più il cattivo gusto si vede. Travel e nature devono restare eleganti, non da aeroporto.

L’ottavo è trascurare la carta. Vicino a lampade e finestre, il lucido fallisce. La carta opaca 250 g/m² tiene il pigmento; è la scelta coerente per un pezzo che vivrà anni sopra il divano.

Il nono è allineare il landscape al televisore sullo stesso muro come se fossero un unico mobile. Se TV e divano condividono la parete, rileggete la guida sul poster vicino al televisore e separate i ruoli. L’arte sopra il divano non è la cappelliera dello schermo.

Il decimo è forare senza nastro adesivo di prova. Dieci minuti di simulazione evitano dieci mesi di rammarico. Segnate, sedetevi, correggete, poi appendete. La produzione europea e gli inchiostri sostenibili meritano un foro giusto, non un compromesso frettoloso.

FAQ

Due verticali meglio di un landscape?

Dipende dalla parete e dal divano. Due verticali (per esempio due 50×70 cm) possono battere un landscape unico quando volete ritmo, quando i soggetti sono ritratti o astratti “a colonna”, o quando un solo orizzontale non trova un formato giusto nei due terzi. La larghezza complessiva delle due cornici più lo spazio tra loro dovrebbe comunque avvicinarsi ai due terzi del divano. Se i due verticali sono troppo stretti e troppo distanti, tornate all’effetto isole. Se sono ben calibrati, offrono una lettura più dinamica del singolo landscape. Per chi ama le composizioni, Creare una parete di quadri spiega centri e silenzi. In molti salotti con divano lungo e un solo soggetto nature o travel, però, un landscape unico resta più calmo e più facile da vivere.

Abstract?

Sì, l’astratto funziona molto bene in orizzontale sopra il divano, soprattutto se i tessuti sono già ricchi di motivi. Un astratto a campi larghi o a bande soft non compete con cuscini e tappeti. Scegliete pezzi con respiro ai bordi e palette compatibile con parete e legno. La collezione astratto è il punto di partenza. Cornice: nero opaco per un taglio contemporaneo, rovere naturale per legare a pavimenti caldi, bianco opaco per far sparire il listello nella parete chiara. Su carta opaca 250 g/m² l’astratto mostra sfumature e grain senza riflessi fastidiosi. Se il divano è uniti e neutro, potete osare un astratto più contrastato; se il divano è già una dichiarazione, preferite masse quiete.

Quanto sopra lo schienale?

Circa 15-20 cm tra il punto più alto dello schienale (o dei cuscini schienale stabili) e il bordo inferiore della cornice. È l’intervallo che tiene unito poster e divano senza farli collidere. Sotto i 12 cm il pezzo è troppo basso; sopra i 25-30 cm di solito è troppo alto. Misurate, segnate con nastro, sedetevi, poi forate. Formati 50×70 e 70×100 cm in orizzontale, cornici in rovere naturale, rovere scuro, nero opaco o bianco opaco, carta opaca 250 g/m² a produzione europea: il sistema completo si giudica da seduti, non dal metro da soli. Per l’ordine e le condizioni di consegna, vedi Spedizione e resi; la spedizione gratuita da 50 € vale alle condizioni indicate sul sito.


Un poster orizzontale sopra il divano vince quando rispetta tre cose: la direzione del mobile, la larghezza dei due terzi, l’altezza di 15-20 cm dallo schienale. Travel e nature che respirano, oppure astratti a campi larghi, trovano in landscape la loro scala più naturale. Sfoglia i manifesti, orientati con le collezioni, e costruisci la parete con la stessa cura che useresti per scegliere il divano stesso: è la stessa linea, solo un po’ più in alto.

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